A. Ciapparoni e F. Marconi
24 Giugno 2026
Gli Stati Generali della Lazialità
Appuntamento l'11 luglio al Teatro Manzoni a due passi da via di Col di Lana. Ci saranno giornalisti, vip e tifosi nel nome della lazialità: tutti convocati
Via Col di Lana, rione Prati, centro della Capitale: per una ventina di anni qui è stata la sede della nostra Lazio, quella di Umberto Lenzini e del la Banda Maestrelli, di Gian Casoni, di Giorgio Chinaglia, dei primi tempi di Gian Marco Calleri. Per tanti laziali, soprattutto per quelli con qualche campionato in più sulle spalle, è un luogo simbolo di emozioni e appartenenza (qui ci si metteva in fila, come faceva una delle due persone che vi scrive, per prendere il proprio abbonamento), di eclatanti ascese e baratri dolorosi. Come quello in cui stiamo veden affondare, inesorabilmente, la squadra che amiamo. Noi laziali, come stiamo dimostrando in ogni modo, non ci vogliamo arrendere a questo declino che la gestione societaria ci impone.
Lo stiamo facendo capire con iniziative rumorose e scelte dolorose. Il grido delle 46mila persone firmatarie della Lettera al presidente Lotito che abbiamo scritto lo scorso gennaio per chiedere sogni e rispetto, il successivo abbandono dello stadio da parte di ogni anima della tifoseria e poi la rinuncia agli abbonamenti per la prossima stagione: sono un unicum nella storia del calcio, emblema del punto di non ritorno che è stato raggiunto tra noi e il proprietario della Lazio, il senatore di Forza Italia Claudio Lotito.
La Lazio e i laziali non si arrendono a questo presente senza ambizioni e senza rispetto da parte di chỉ dovrebbe essere il più alto rappresentante della loro squadra. Vogliono un futuro ambizioso, che riporti il club tra i protagonisti in Italia, in Europa e nel mondo. Per questo motivo, insieme ad altri sei amici biancoblu (Francesca Turco, Alessandro Capriccioli, Lorenzo Letta, Giulio Mariani, Aldo Mazzolani, Massimiliano Ricci), abbiamo deciso di organizzare un momento di incontro e di confronto per opporci ancora una volta alla mediocrità a cui la presidenza Lotito ci sta condannando.
L'appuntamento sarà proprio a due passi dalla sede storica di via Col di Lana, al Teatro Manzo ni. La data da segnare sul calendario: il prossimo 11 luglio, nel pomeriggio. Ci saranno panel tematici e interventi dal palco di tantissimi laziali, che discuteranno del presente e del futuro della Lazio e dei suoi tifosi.
Il nome dell'evento è ambizioso: gli Stati generali della Lazialità, Non mancheranno persone che in questi anni l'hanno rappresentata, vivendola o raccontandola. Hanno già dato la loro disponibilità Michele Plastino, Guido De Angelis, Luigi Bisignani, Briga, Angelo Mellone, Roberto Arduini, Gabriele Pulici, e tantissimi altri che annunceremo nei prossimi giorni (e se qualcuno non ha ancora ricevuto il suo invito, ce ne scusiamo pubblicamente, ma arriverà presto). Ci saranno dei posti in platea, ma chỉ non riuscirà a prenotare un biglietto o non sarà a Roma potra seguire l'evento in streaming. È l'ennesima iniziativa dei laziali per la Lazio, che vuole ancora una volta unire tutti quanti. Anche per ricordare il significato della protesta degli ultimi mesi e dello stadio lasciato vuoto: noi laziali non abbiamo abbandonato la nostra squadra né la Lazialità, hanno solo smesso di essere clienti di una società che riteniamo distante e ostile nei loro confronti, non solo come tifosi ma anche come consumatori. Il pensiero del tifoso laziale, come emerge anche nell'Agorà Lazio che il direttore Daniele Capezzone ha voluto ospitare su Il Tempo e dalle tante lettere che riempiono queste pagine in questi giorni, è chiaro: basta inganni, basta offese, basta bluff.
La Lazio merita un presente e un futuro all'altezza del suo blasone e della sua storia. Merita di essere trattata con rispetto e con passione. Tutto questo è quasi sempre mancato negli ultimi 22 anni, nonostante i laziali non abbiano mai smesso di chiederne e di sostenere in ogni modo e in ogni dove la squadra. Continueremo a farlo: l'11 luglio sarà l'ennesima occasione. Il futuro è solo il ricordo di uno splendido passato, era scritto allo stadio in cui si sono celebrati i 50 anni del primo Scudetto.
Di prospettive «splendide» al momento è impossibile vederne. I lettori ci scusino la volgarità, ma all'orizzonte sembra esserci un domani "del cazzo", un po' come giudica la storia biancoceleste il proprietario del club. Noi crediamo che la Lazio meriti la possibilità di competere per i trofei più importanti, e campioni in campo, in società, sugli spalti. Come gli eroi laziali che sempre ci accompagnano. Per questo ci piace immaginare che la colonna sonora degli Stati generali sarà a cura di Gabriele Sandri, che ci allieterà con i suoi dischi. A farci compagnia in platea ci sarà Vincenzo Paparelli, ospite d'onore di ogni evento a tinte biancocelesti.
La supervisione della regia è affidata a Vincenzo D'Amico, fantasista e capitano di questo convegno. Non mancherà chỉ ha sempre protetto i laziali, prima in porta, poi fuori: Bob Lovati e Felice Pulici. I J'accuse saranno sostenuti da Giorgio Chinaglia, che da sempre punta il dito contro il nemico sportivo. I protagonisti della nostra storia, bella e maledetta, saranno con noi. Speriamo che lo siate anche voi.
