Daniele Rocca
15 Luglio 2026
Non ci fermiamo
Intervista ad Aldo Mazzolani: «Situazione insostenibile, presto nuove riunioni»
La manifestazione del 2 luglio prima, gli Stati Generali poi. Due eventi nel giro giro di pochi giorni: tra gli organizzatori della kermesse andata in scena sabato scorso al Teatro Manzoni c'era anche Aldo Mazzolani. La sua testimonianza ci aiuta a capire come alimentare questa protesta.
Quali sono sono i prossimi passi?
«Gli Stati Generali si riuniranno nuovamente. Non so ancora con precisione in che tempi,
dobbiamo definirlo, ma serve capire quale strada intraprendere nei prossimi mesi.
Quello che è certo è che non ci fermeremo qui. E non tanto per cavalcare il malcontento,
ma perché siamo fermamente convinti di dover fare qualcosa, nel nostro piccolo.
La situazione è diventata insostenibile per la stragrande maggioranza dei tifosi laziali.
Dirti oggi cosa faremo di preciso non lo so, ma abbiamo qualche idea che cercheremo di sviluppare presto».
Cosa resta della giornata di sabato, con così tante persone pronte a rivendicare la propria passione?
«Sinceramente non ce lo aspettavamo. Avevamo capito che la manifestazione avrebbe ricevuto una certa approvazione,
chiamiamola così, ma non di questo livello. Basti pensare che, oltre ai tifosi, abbiamo dovuto per forza di cose
tagliare non so quanti videomessaggi di personalità, giocatori, esponenti del mondo della comunicazione che ci avevano chiesto di intervenire.
È la testimonianza di quanto l'evento fosse atteso. Ne siamo rimasti colpiti, soddisfatti, gratificati. E questo ci dà la spinta per continuare».
Ora ci si aspetta anche un passo dalla politica?
«Qualcuno è già venuto a galla, penso naturalmente all'intervento di Rocca, ma non solo.
Adesso, come diceva Bisignani, si aspetta che anche qualcun altro si palesi, per far capire che questa situazione non va più bene.
La speranza di tutti è quella di svegliarci domani mattina e scoprire che qualcuno ha proposto qualcosa di concreto e rilevante all'attuale presidente.
Io penso che sia solo una questione di tempo. Piccoli segnali ci sono stati, anche se magari sono solo impressioni mie.
Lo spero con tutte le mie forze, come tutti noi. Perché chiunque guardi la situazione laziale si accorge che è ormai insostenibile, da qualsiasi punte di vista.
Abbiamo ricevuto approvazioni da ogni parte d'Italia. Lo sa benissimo anche il presidente che così non si può andare avanti».
Un'unità di intenti del genere, nell'ambiente Lazio, non si era mai vista...
«Assolutamente. Trentamila persone il 2 luglio a una manifestazione del genere: non so quante tifoserie in Italia potrebbero mai farlo.
E poi un evento come quello di sabato, così richiesto, con la troupe del Tg5 venuta realizzare un servizio poi trasmesso in serata.
C'è davvero tanta attenzione verso il mondo Lazio, da più parti, e di questo dobbiamo essere fieri. Ma non deve essere un punto d'arrivo.
Deve essere un punto di partenza».
