«Eppur si muove». Ora Stati Generali

Sabato prossimo al teatro Manzoni alle ore 17 nuova adunata per analizzare il «caso Lazio»

Una giornata di lazialità. Per la Lazio, per il suo presente, per il suo futuro. Per noi laziali, cuore e anima della Prima Squadra della Capitale, quella che giovedì scorso abbiamo invaso in 30mila, uniti in un unico grido di libertà.

Possiamo scomodare un adagio che la tradizione attribuisce a Seneca: il vento non si ferma con le mani. E il vento è il respiro di un’intera tifoseria che chiede di essere rispettata. O possiamo affidarci a un poeta caro a noi biancocelesti, Lucio Battisti, e chiederci se davvero uno scoglio possa arginare il mare. Il mare è la passione di un popolo che sente il bisogno di vivere all’altezza dei propri sogni.

Di questo parleremo sabato prossimo, 11 luglio, agli Stati Generali della lazialità: dalle ore 17 al Teatro Manzoni di via Monte Zebio 14, con la possibilità di seguire l’evento anche in streaming. Un appuntamento che vuole ancora una volta unire tutto il popolo biancoceleste per guardare insieme al domani. Un domani in cui i laziali vogliono — e devono — avere un ruolo da protagonisti in ciò che è loro più caro: la loro Lazio. Ci saremo noi del comitato organizzatore: insieme a chi vi scrive e a Massimiliano Ricci, Francesca Turco, Franco Spicciariello, Giulio Mariani, Lorenzo Letta e Aldo Mazzolani. Ci accompagneranno alcune delle voci più conosciute del mondo biancoceleste: Renzo Giannantonio come presentatore (insieme a Turco), Marco Anselmi e Danilo Galdino come moderatori. La lista degli ospiti, che interverranno dal palco e dalla platea, è sterminata — ci perdonino i lettori se non la produciamo per intero: alcuni eroi del ’74 e i loro figli, i rappresentanti del tifo organizzato, voci e volti storici del mondo biancoceleste, giornalisti, imprenditori, politici, accademici. Non mancherà, e ci sembra giusto fare il suo nome per l’impegno profuso nelle ultime settimane, qui su «Il Tempo» e non solo, Luigi Bisignani.

Di cosa parleremo? Di lazialità, ovviamente: della nostra identità e della sua memoria. Del diritto al legittimo dissenso, sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Del declino sportivo degli ultimi anni e delle prospettive per il futuro. Ma gli Stati Generali non saranno soltanto un momento di testimonianza: saranno un momento di lavoro. Alla fine lanceremo una proposta concreta sul ruolo che i Laziali intendono avere nel destino della loro squadra. Su questa manteniamo le carte coperte fino a sabato: giudicherete voi se valeva la pena aspettare.

Per alcune ore, 126 anni di storia biancoceleste si daranno appuntamento sotto lo stesso tetto. Il Manzoni si riempirà di lazialità: quella delle persone, prima che delle azioni. E chi questa storia la vive da dentro, sabato sera potrà dire: «ioc’ero».

Chi Siamo:

Gli STATI GENERALI DELLA LAZIALITÀ nasce dall’esigenza di accendere un confronto pubblico su una frattura sempre più evidente: quella tra il presidente della società S.S. Lazio e il suo popolo. Il progressivo deterioramento del rapporto tra club e tifoseria, che ha portato allo svuotamento dello stadio e la crescente percezione di stagnazione competitiva hanno alimentato un malessere diffuso che non può più essere liquidato come un rumore di fondo.

L’iniziativa vuole riunire voci autorevoli del mondo delle istituzioni, dello spettacolo, del giornalismo, della cultura e dell’imprenditoria accomunate dalla passione laziale per restituire visibilità a una domanda semplice ma cruciale: Quale futuro per la S.S. Lazio? Non una giornata contro qualcuno, ma una giornata per qualcosa: per la dignità sportiva del club, per il recupero del rapporto con la sua gente, per una riflessione seria sulle prospettive economiche, competitive e identitarie della S.S. Lazio